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La scuola è una parte importante della vita dei bambini e dei ragazzi e auspichiamo che possa ripartire a settembre con tutte le particolarità che la caratterizzano, prima fra tutte la presenza e l’incontro tra alunni e con i loro insegnanti.
La scuola non è solo didattica, ma anche educazione e promozione della salute; a settembre le realtà come Fondazione Guzzetti potranno essere di grande supporto alle scuole per rispondere ai nuovi bisogni psicologici ed educativi, conseguenza di molti mesi di distanziamento sociale e di stress emotivo relazionale.
Il tempo scuola ha anche una funzione sociale, soprattutto per i più piccoli e per le loro famiglie: in questi mesi di chiusura molte famiglie si sono trovate in difficoltà a conciliare lavoro, soprattutto quello fuori casa, e scuole chiuse.
Sicuramente la situazione è molto particolare: riuscire a trovare la sintesi tra le esigenze di sicurezza e quelle formative è un imperativo fondamentale.

La ripresa dopo l’emergenza sanitaria è necessaria, ma serve un progetto. Quale il contributo di Fondazione Guzzetti?
Durante il lockdown Fondazione Guzzetti ha continuato il suo lavoro di prevenzione nelle scuole.
E’ cambiata la modalità: si sono usate le piattaforme, si sono rimodulati i progetti ma, laddove è stato possibile, seppur da remoto, l’incontro con bambini, ragazzi e insegnanti ha portato risultati interessanti.
A questi si sono aggiunte le famiglie: durante le lezioni a distanza molti genitori erano nelle vicinanze dei figli e negli incontri di presentazione e verifica dei progetti la loro partecipazione è stata numericamente significativa, riuscendo così a condividere con gli adulti alcune linee guida rispetto alla gestione delle emozioni e ai bisogni educativi dei bambini.
I genitori hanno confermato di avere il desiderio di confrontarsi con la scuola e gli esperti: gli incontri online rappresentano uno strumento che consente di conciliare la partecipazione con gli altri impegni familiari e per questo ci piacerebbe poter proseguire in questa direzione.
Per Fondazione Guzzetti è essenziale riuscire a contattare anche le famiglie: raggiungere gli adulti ci sembra uno degli aspetti qualificanti dei progetti affinché non si fermino agli incontri in classe, ma possano trovare spazio di pensiero e parola anche in casa, avendo così una ricaduta più ampia.
Per settembre proponiamo alle scuole la possibilità di rimodulare i nostri progetti per rispondere alle necessità emergenti dopo il periodo di chiusura. Ad esempio ci immaginiamo di realizzare progetti per accrescere la competenza emotiva e le abilità legate alla gestione dello stress, per aiutare bambini e ragazzi ad affrontare e rielaborare situazioni di complessità relazionale o legate agli eventi dolorosi della vita (vedi emergenze sanitarie, lutti, insuccessi scolastici) così da ridurre risposte disfunzionali e fragilità emotive.
Vorremmo ancor più di prima lavorare, in sinergia con i docenti, su progetti di media education finalizzati ad accompagnare i minori ad un uso responsabile e consapevole dello strumento tecnologico; ci sembra di fondamentale importanza per aiutare bambini e ragazzi a cogliere tutte le potenzialità e le “implicazioni” sociali che le nuove tecnologie comportano e a gestirne tutti gli aspetti emotivi e relazionali.
Questi progetti possono essere il contributo di Fondazione Guzzetti per la ripartenza della scuola, tenendo conto degli apprendimenti fatti durante la didattica a distanza, sperimentando nuove modalità, ma mantenendo la professionalità e le competenze che ci caratterizzano.

Che cos’è per noi la scuola oggi? Come fare scuola oggi dopo il Covid?
Il “dopo Covid” si caratterizza come il tempo del mantenere ciò che è stato sperimentato.

Sicuramente sosteniamo con forza che essere in presenza è insostituibile per la relazione che si instaura, ma durante il lockdown abbiamo sperimentato le potenzialità di mezzi che precedentemente non avevamo attivato per i nostri progetti.
Il punto che ci ha colpito maggiormente è stata la possibilità di raggiungere i genitori, e questo ci pare un punto che vorremmo mantenere.
L’utilizzo delle tecnologie può diventare anche uno strumento utile per ampliare il tempo dei progetti con attività da poter fare in remoto, soprattutto per i ragazzi più grandi, che hanno maggior dimestichezza con il virtuale.

Cristina Amadori
Vera Nardo
e il team di Fondazione Guzzetti per le scuole