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Una recente analisi, riguardante le prestazioni offerte dai Consultori Familiari federati a FeLCeAF, ha evidenziato come durante l’emergenza COVID19 sia stato registrato un netto incremento di prestazioni di gruppo rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Tale incremento si è registrato anche nei consultori di Fondazione Guzzetti.

L’incremento delle richieste è dato dal fatto che, durante l’isolamento forzato, le persone hanno ritenuto valida la modalità di aggregazione online, consentita dagli operatori dei consultori di Fondazione Guzzetti, che hanno prontamente attivato i servizi di sostegno psicologico e attività di gruppo in via telematica.

Ancora oggi infatti è possibile partecipare a diversi gruppi online, suddivisi per tematiche, argomenti, fasce d’età, senza recarsi in consultorio. La possibilità di effettuare gruppi da remoto è stata introdotta a marzo 2020 per fronteggiare l’emergenza sanitaria, mentre sino all’anno scorso era obbligatorio partecipare in presenza e non era prevista alcuna formula alternativa.

“Gli incrementi maggiori sono stati registrati negli incontri di gruppo per mamme in gravidanza, gruppi per rapporto genitori-figli e gruppi su infanzia e adolescenza” spiega Michele Mosca, segretario generale FeLCeAF. “In particolare per quanto riguarda i gruppi di mamme in gravidanza, i numeri sono più che triplicati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: se nel mese di aprile 2019 sono stati registrati 17 gruppi, ad aprile 2020 i gruppi sono stati 59. I gruppi sul rapporto genitori-figli sono quasi raddoppiati: ad aprile 2019 sono stai 58, mentre ad aprile 2020 addirittura 99. Infine, i gruppi sull’infanzia e l’adolescenza, ad aprile 2019 sono stati 2, mentre ad aprile 2020 sono stati 12” conclude Michele Mosca.

Michele Rabaiotti, direttore della Fondazione, commenta con soddisfazione che “l’aumento delle prestazioni di gruppo nei nostri consultori rappresenta un segnale estremamente incoraggiante, perché dimostra la volontà tenace di offrire risposte alle persone in una fase molto difficile. La possibilità di incontrare le persone su piattaforme digitali ha reso molto più facile l’accesso alla proposta dei gruppi, che fanno più fatica a partire quando viene richiesto di muoversi per raggiungere la sede del consultorio. Ringrazio qui soprattutto gli operatori di Fondazione che hanno proposto e attivato in questi mesi tanti gruppi su tematiche diverse ed interessanti, reinventando modalità e strumenti per offrire uno spazio di supporto e di scambio a tutti coloro che ne sentivano la necessità”.