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Il Decreto Cura Italia ha stabilito la proroga al 31 ottobre 2020 del termine per l’adeguamento di atti costitutivi e statuti con maggioranze semplificate per alcuni enti appartenenti al Terzo Settore, come Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, iscritti nei rispettivi registri.
Si tratta della famosa “riforma del Terzo Settore”, di cui da anni si parla.
Ma finora ben poco si è visto in concreto.
Il termine del 31 ottobre 2020 vale per tutti gli enti costituiti prima del 3 agosto 2017 che possono introdurre le modifiche utilizzando la procedura semplificata dell’assemblea ordinaria. La proroga al 31 ottobre è stata estesa anche alle Imprese sociali, costituite prima del 20 luglio 2017 che potranno procedere alla modifica tramite l’assemblea ordinaria.

La riforma tanto attesa conterrà sostanzialmente le modalità di iscrizione di tutti questi enti nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), entro cui confluiranno gli attuali registri delle Organizzazioni di volontariato (ODV) e di promozione sociale (APS).

Perché diventi effettiva, la riforma del Terzo Settore ha inoltre bisogno del “lasciapassare” europeo, che ad oggi ancora si attende. Il passaggio della revisione statutaria entro la fine di ottobre risulta quindi il primo di un iter che si preannuncia lungo prima di poter effettivamente vedere la riforma in atto.


PAOLO PESTICCIO

Ma cosa comporta questo importante passaggio?
Ne parliamo con Paolo Pesticcio, consulente della Fondazione Lombarda Servire la Famiglia ed esperto di legislazione del Terzo Settore.

Perché questa riforma riguarda anche Fondazione Guzzetti?
“La Riforma ha come obiettivo quello di riorganizzare un’ampia parte degli enti non profit. Essa si rivolge a tutti gli enti che, avendo le caratteristiche previste dal novello Codice del Terzo Settore (D.Lgs. n. 117/2017 e D.Lgs. n. 112/2017 per l’impresa sociale) desiderino entrare a far parte dei nuovi ETS (Enti del Terzo Settore).
Alcune qualifiche speciali già esistenti (ONLUS, APS ed OdV) sono però state considerate già degli ETS sin dall’emanazione del Codice del Terzo Settore (agosto 2017) con l’obbligo di adeguare i propri Statuti alle nuove regole e di iscriversi, quando il Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS) sarà implementato, nello stesso.
La Fondazione Guzzetti riveste, da tempo, la qualifica speciale di ONLUS, e pertanto rientra tra gli enti che già sono ETS in questo periodo transitorio. Per tale motivo su di essa incombe l’obbligo della modifica statutaria in previsione del suo prossimo (anche se non immediato) passaggio nel nuovo Registro Unico”.

Cosa cambierebbe in concreto per gli operatori che lavorano in Fondazione Guzzetti?
“In realtà per gli operatori “potrebbe” non cambiare molto, ma questo dipende anche dalle nuove possibilità che potrebbero aprirsi alla Fondazione in termini di attività.
Il Codice del Terzo Settore riorganizza i settori di attività permessi ad un ETS, modificando pertanto l’ambito di possibile impegno della Fondazione.
Il Decreto ONLUS aveva concesso un perimetro di attività più stringente nel quale, tuttavia, l’attività consultoriale aveva trovato una collocazione ben strutturata e delineata. Gli ETS hanno possibilità più ampie e questo permetterà, con tutta probabilità, di ampliare le finalità e le attività della Fondazione.
Certamente, ove tale scelta fosse perseguita, anche gli operatori potrebbero trovarsi di fronte a nuove sfide e nuovi impegni”.

E cosa invece cambierebbe per gli utenti, che usufruiscono dei molteplici servizi offerti dai sei consultori che compongono Fondazione Guzzetti?
“Anche nel caso dell’utenza potrebbero aversi delle novità, dettate da quanto appena evidenziato per gli operatori.
A fronte di una maggiore apertura delle attività e di un possibile ampliamento della tipologia di attività che la Fondazione potrebbe mettere in atto, vi potrebbe essere una conseguente maggiore apertura della tipologia di utenza.
Tipologie di utenti sino ad ora non presi in carico, potrebbero rientrare nel “target” di nuove attività, corrispondenti ai nuovi settori di “interesse generale”, contemplati nel Codice del Terzo Settore”.

Quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi della creazione del RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore)?
“Difficile elencare svantaggi e vantaggi ponendo a confronto le due qualifiche (ONLUS vs ETS) ma se, da un lato, con gli ETS si cerca di dare maggiore trasparenza, certezze e consistenza alla figura dell’Ente di Terzo Settore, che assume una valenza anche civilistica (ricordiamoci che ONLUS è solo una qualifica fiscale), dall’altro, non vi è dubbio che i nuovi ETS trovano nel Codice del T.S. una normativa che richiede un maggiore impegno organizzativo dal punto di vista amministrativo, con regole, responsabilità e divieti ben definiti ed anche con la previsione di sanzioni amministrative ben individuate (elemento, invero, non sconosciuto a chi ha rivestito sino ad ora anche la qualifica di ONLUS)”.

Perché si registra così tanta diffidenza da parte della politica nei confronti del privato sociale?
“Non direi che, tutta la politica, è diffidente verso il privato sociale.
Parte di essa nutre una diffidenza generata da isolati, ma rumorosi scandali di enti non profit con finalità truffaldine. MA questo non è il Terzo Settore; si tratta di una contaminazione dell’illecito che opera in ogni ambito della società. Diversamente, la diffidenza qualche volta deriva dalla burocrazia alla quale le PPAA sono legate, ai vincoli di spesa e di trasparenza che spesso fanno desistere talune PPAA dall’impegnarsi nell’erogazione di somme a sostegno del privato sociale.
La politica, invece, si è impegnata e riconosce il valore del Terzo Settore e l’impegno profuso nella Riforma, pur non dando sempre i frutti sperati, è evidente.
Il problema anche qui sta nelle lungaggini della burocrazia “legislativa”, nella non sempre capacità di generare leggi prive di errori o di gravi sottovalutazioni che poi, inevitabilmente, generano interventi di correzione e continui cambiamenti che portano sconforto e confusione applicativa.
Come ha detto qualcuno, in passato, sul nostro cammino troviamo sempre dei sassi, sta a noi farne muri o ponti”.