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Intervista a Elisabetta Gaia – “La forza di ricominciare per essere davvero accanto alle donne”

Oggi vi presentiamo Elisabetta Gaia, ostetrica di Fondazione Guzzetti. Prima di diventare ostetrica ha lavorato per molti anni con un altro ruolo. Elisabetta, com’è nato il cambiamento? E che cosa ti ha fatto cambiare idea?

Ho lavorato come farmacista per dieci anni, ma con il tempo sentivo che il mio ruolo era limitato. Mi trovavo spesso ad affrontare situazioni che mi lasciavano perplessa e nelle quali avrei voluto poter fare di più.

Per esempio?

Ricordo una ragazza molto giovane che chiedeva la pillola del giorno dopo, ma non poteva assumerla: parlando con lei mi resi conto che non aveva alcuna conoscenza della fertilità femminile. In quel momento ho capito quanto fosse importante l’educazione e la prevenzione, aspetti che nel mio lavoro riuscivo a toccare solo marginalmente.

Cosa ti ha spinto a scegliere l’ostetricia?

Un momento fondamentale è stato la nascita di mia figlia. Durante il ricovero e nel periodo dell’allattamento sono stata affiancata da ostetriche che mi hanno aiutata tantissimo. La loro competenza e la loro vicinanza mi hanno fatto scoprire una professione capace di accompagnare davvero le donne nei momenti più importanti della loro vita. Da lì ho deciso di rimettermi a studiare, mi sono iscritta all’università e mi sono laureata in ostetricia.

Di cosa ti occupi oggi?

Dopo la laurea ho iniziato subito a specializzarmi e a formarmi in diversi ambiti: pavimento pelvico, allattamento, assistenza in gravidanza, preparazione al parto e supporto nel post parto. Mi occupo anche di educazione affettiva e sessuale nelle scuole e sto sviluppando un’attività libero-professionale sempre più orientata all’accompagnamento delle donne nelle diverse fasi della vita.


Elisabetta Gaia

Qual è stata la tua esperienza in Fondazione Guzzetti?

Ho iniziato a collaborare con la Fondazione quasi subito dopo la laurea. Nel tempo ho avuto modo di conoscere diverse realtà territoriali, tra cui i consultori di Boifava, Strozzi e San Cristoforo, osservando bisogni differenti e costruendo una rete di servizi sempre più vicina alle famiglie.

Quali attività svolgi concretamente sul territorio?

Lavoro in ambulatorio, anche in collaborazione con una ginecologa, seguendo donne in gravidanza, nel post parto e in menopausa. Mi occupo di consulenze per l’allattamento e organizzo attività di gruppo come corsi preparto, incontri mamma-bambino, il “Cerchio delle mamme” e percorsi di accompagnamento alla crescita. Svolgo visite domiciliari quando necessario e collaboro con iniziative dedicate alla salute femminile, come quelle del Centro Milano Donna.

Ti occupi anche di educazione nelle scuole.

È un ambito a cui tengo moltissimo. Incontrare le ragazze e i ragazzi nelle scuole significa fornire strumenti fondamentali per comprendere il proprio corpo, la fertilità e la sessualità in modo consapevole.

Quanto è importante questo aspetto?

Ritengo che oggi l’educazione affettiva e sessuale sia indispensabile e che la carenza di informazioni rappresenti un problema serio e preoccupante.

Sta cambiando il ruolo dell’ostetrica nella società?

Sì, fortunatamente la concezione dell’ostetrica sta evolvendo. Sempre più persone comprendono che non ci occupiamo solo del parto, ma della salute della donna in tutte le età della vita: dall’adolescenza alla gravidanza, dal post parto fino alla menopausa. Il nostro obiettivo è promuovere benessere, prevenzione e consapevolezza.

Quali sono i tuoi obiettivi professionali per il futuro?

Vorrei continuare a specializzarmi nella riabilitazione del pavimento pelvico, con particolare attenzione alla gravidanza e al post parto, e approfondire sempre di più la presa in carico delle donne in menopausa. Credo sia fondamentale offrire un’assistenza competente e personalizzata lungo tutto il percorso di vita femminile.