Crescita di un papà – Mancinelli
15 Gennaio 2026

Giorgia Filippini – il mio tirocinio nella comunicazione di Fondazione Guzzetti

Oggi vi presentiamo Giorgia Filippini, la nuova tirocinante di Fondazione Guzzetti nell’area comunicazione. “Lavorerò a stretto contatto con la responsabile della comunicazione Marta Valagussa e con l’amministratrice Simona Bianco”.

Giorgia, che percorso di studi stai seguendo?
Studio Lingue per il management della comunicazione dei brand e dei media all’Università Cattolica. Prima ho frequentato il liceo linguistico, ma una volta finite le superiori ero molto indecisa su cosa fare: lingua e letteratura non mi piacevano molto, mentre mi interessava un utilizzo più pratico delle lingue.

Come hai scelto il tuo corso di laurea?
Dal mio anno hanno introdotto in Università Cattolica proprio questo corso, che unisce lingue applicate all’impresa, al turismo e alla comunicazione. L’ho preso come un segno e ho deciso di iscrivermi.

Quali sono le materie principali che studi?
Studio marketing, branding e comunicazione aziendale, economia aziendale e organizzazione aziendale. Le lingue che seguo sono inglese e spagnolo.

A che punto sei del tuo percorso universitario?
Sono al terzo anno e mi potrò laureare a settembre.


Giorgia Filippini

Su cosa verterà la tua tesi?
Farò la tesi in Sociologia della comunicazione, che è stato il corso che mi è piaciuto di più. Mi ha colpito molto anche la professoressa e le tematiche affrontate: i social rapportati alla famiglia, l’infanzia e le persone anziane. L’idea è concentrarmi su come i social abbiano riconfigurato le relazioni sociali, in particolare sulle dinamiche tra adolescenti.

Interessante. Studi che proseguirai nella magistrale?
Non lo so. Sto valutando diverse possibilità: continuare con le lingue per insegnare alle superiori, oppure spostarmi verso marketing e comunicazione. Sono andata anche all’open day della IULM, ma al momento non sono attratta da un ambito preciso.

Quando non studi, cosa ami fare?
Sono allenatrice di ginnastica ritmica. Lavoro con bambine e ragazze dagli 8 ai 16 anni, in un ambiente molto bello e stimolante.

Cosa ti piace di questo ruolo?
Mi piace moltissimo il rapporto che si crea con loro e quello che ti regalano a livello umano. Non sono una persona che sgrida: rido molto e mi rapporto con loro in modo spontaneo. Lavoro anche con le mie amiche e questo rende l’ambiente ancora più positivo.

È da qui che nasce la tua idea di insegnare?
Sì, proprio dall’esperienza in palestra. Mi piacerebbe in futuro conciliare una professione che mi permetta anche di continuare ad allenare.

Perché hai scelto di fare un tirocinio invece di un esame in più?
Non c’era un corso in particolare che mi interessava aggiungere al curriculum, quindi ho preferito il tirocinio, perché è un’esperienza più pratica. Vivere una realtà lavorativa in prima persona mi aiuta a capire cosa mi piace davvero e cosa invece non fa per me.

Cosa ti aspetti da questa esperienza in Fondazione Guzzetti?
Spero di fare chiarezza. Sono molto indecisa e questo tirocinio mi aiuterà a capire se mi può piacere lavorare in una realtà come Fondazione, se mi interessa davvero la comunicazione oppure se preferisco orientarmi verso altro.