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La cordata educativa scala le prime cime

La “Cordata educativa” prende forma sul territorio.
Dopo il lancio dell’iniziativa per dare una risposta congiunta da parte di una parte significativa del mondo cattolico milanese al disagio degli adolescenti aggravato dalla pandemia, nel territorio della diocesi giungono in porto le prime iniziative.
Nelle parrocchie di Giussano, in Brianza, si è concluso un ciclo di incontri di formazione per educatori, insegnanti, allenatori e genitori. Altre due iniziative analoghe sono in partenza a Varese, con il coordinamento della Fondazione “La Casa di Varese”, e a Monza.

Il Covid ha aggravato un’emergenza educativa che da tempo era già presente tra gli adolescenti: ci sono ragazze e ragazzi che si stanno isolando sempre di più, altri che faticano a mantenere relazioni non virtuali, altri ancora colpiti da ansia, forme di dipendenza, disordini alimentari e depressione. In generale troppi sono apatici, scoraggiati e non credono più nel domani. Per questo l’arcivescovo Mario Delpini ha chiesto alle realtà educative di offrire ai giovani buone ragioni per desiderare di diventare adulti tornando a sperare in un futuro promettente, non minaccioso. Hanno risposto 15 realtà diocesane che si occupano di educazione costituendo la “Cordata educativa” con un’idea di fondo semplice ma efficace: la sfida indicata dall’arcivescovo si può affrontare solo unendo le forze. Imparando a conoscersi e a collaborare. Tra i vertici delle organizzazioni come alla base sul territorio.
Ed è proprio ciò che è avvenuto a Giussano tra marzo e aprile. Una ventina gli iscritti – tra educatori d’oratorio, educatori professionisti, insegnanti, allenatori e genitori – che hanno preso parte alle tre serate formative coordinate da Claudia Alberico ed Emanuele Fusi, rispettivamente direttrice e pedagogista dei consultori della Fondazione don Silvano Caccia. «È stata un’occasione importante perché, innanzitutto, ci siamo conosciuti tra persone che lavorano a vario titolo con gli stessi adolescenti del nostro territorio. Ci siamo resi conto di quanto sia importante favorire la formazione tra di noi di una comunità educante», dice Morena Cazzaniga, da 26 anni insegnante in un Liceo. Il Covid ha peggiorato la situazione? «Hanno fatto particolarmente fatica quei ragazzi e ragazze che avevano meno relazioni in ambiti extrascolastici come lo sport, la musica, l’oratorio o l’associazionismo». Un problema rileva l’insegnante, «è quello di avere a che fare con adolescenti iperprotetti da genitori che a loro volta sono sempre più stressati e tristi. Molti genitori non dialogano mai veramente con i loro figli e per converso riversano su di loro una preoccupazione morbosa».
Il più giovane tra i partecipanti è stato Emanuele Colzani, 23 anni, studente di Agraria, coordinatore nella sua parrocchia degli educatori dell’Azione cattolica dei ragazzi. «Gli altri educatori sono un po’ più giovani di me e sono essi stessi adolescenti», spiega Emanuele. «In questi incontri cercavo un aiuto per coinvolgerli nel modo migliore nel loro servizio, perché imparino a metterci la testa e il cuore. L’ho trovato, ascoltando e conoscendo le esperienze degli altri. Ho capito, per esempio, come guardano allo stesso ragazzo persone che hanno punti d’osservazione diversi: genitori, docenti, allenatori…».
«Al termine delle tre serate ci siamo trovati d’accordo che per essere educatori servono “4 C”: dobbiamo essere credibili, coerenti, costanti e contenti», conclude Morena Cazzaniga. «Dopo esserci conosciuti, sentiamo ora l’esigenza di continuare a lavorare insieme ed è l’obiettivo che ci siamo dati per proseguire il lavoro qui a Giussano». La “Cordata educativa”, muove i primi passi.
Intanto, anche a livello diocesano, la “Cordata” s’allunga: si sono aggiunti nuovi enti: Salesiani, Exodus di don Antonio Mazzi, Educatori senza frontiere, Kairos di don Claudio Burgio, Di generazione in generazione, Csi provinciale di Varese, Cof, Fondazione ambrosiana per la cultura e l’educazione cattolica.
Le 15 realtà che hanno dato vita alla “cordata” sono, per la Curia, Servizio per i giovani e l’università, Fom, Servizio per la pastorale scolastica, Consulta diocesana comunità cristiana e disabilità e Caritas ambrosiana. Tra le associazioni: Azione cattolica ambrosiana, Agesci, Centro sportivo italiano provinciale di Milano. La congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice della Lombardia, due cooperative di educatori (Aquila e Priscilla e Pepita) e diversi consultatori: Federazione lombarda centri assistenza alla famiglia, La Casa di Varese, la Fondazione don Silvano Caccia e la Fondazione G.B. Guzzetti.

 

Paolo Rappellino