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Qualche dovere in più? – di M.Cristina Bombelli

In occasione della festa della donna, che ricorre l’8 marzo, abbiamo deciso di riflettere sul ruolo della donna nella società, a partire dagli spunti che ci ha offerto Maria Cristina Bombelli, presidente di Wise Growth.
Ecco le sue sollecitazioni.

Le donne sono abituate a farsi carico dei figli, della famiglia, della cura della casa, della pulizia e così via. L’elenco potrebbe essere molto esteso, e quindi ci limitiamo. Un senso del dovere utilissimo, a volte anche confortante anche per sé, ma che nella gestione della pandemia è diventato, spesso devastante.

Soprattutto nel primo lockdown si sono verificate situazioni paradossali: i normali aiuti domestici, stipendiate per i più abbienti, gratuiti attraverso la rete familiare, sono spariti e le donne si sono ritrovare ad agire tutti i doveri previsti. Non solo, le scuole sono state chiuse e alle “normali” attività, si sono aggiunte quelle di insegnante, quasi a tempo pieno se i bambini erano piccoli, più sporadiche per i ragazzi. E ancora più difficili per gli adolescenti che dovevano essere sorvegliati senza farsi troppo notare.

Un post che in quel periodo ho scritto sottolineando questa situazione ha avuto centinaia di commenti: le donne erano esasperate. Anche molti uomini si sono aggiunti, un po’ piccati dell’essere stati tralasciati da una considerazione che in realtà riguardava anche loro. Cosa vera considerando quelli che chiamiamo “nuovi padri”, i giovani (del nord e scolarizzati secondo una ricerca ISTAT) che condividono in modo spontaneo sia il lavoro domestico che quello di cura. Ma gli altri?

La pandemia non ha fatto che accentuare dei fenomeni ben noti a chi studia le donne e il lavoro: spesso la marginalità, la flessibilità non scelta, ma conseguente della necessità per i profili più bassi e fungibili del mercato del lavoro, ma anche la segregazione in alcune specifiche aree (la comunicazione, la gestione delle persone) e la difficoltà nelle carriere, ben rappresentata dai numeri.

Radici profonde e antiche che costruiscono una visione differente dell’uomo e della donna che diventa un giudizio qualitativo: gli uomini sono meglio delle donne, in versioni differenti a seconda delle situazioni.

Nella contingenza particolare della pandemia, quindi, con i doveri che si sono aggiunti e che rimangono anche ora in modo “fluttuante” a seconda dei momenti, dei colori, delle evoluzioni dei contagi.

In questa situazione desta poco stupore che il crollo occupazione conseguente alla situazione sanitaria abbia coinvolto soprattutto le donne, sia quelle travolte dai doveri aggiuntivi, ma anche coloro che erano occupate nei settori più colpiti: le pulizie degli uffici ora poco occupati, le colf non regolari, le addette alle vendite, alla ristorazione e così via. Un esercito già segnato da fenomeni di sotto occupazione e di precariato che viene espulso in attesa di quella nuova “normalità” che sembra non arrivare mai.

Il tema del femminile, come è ovvio, si inserisce in più ampie deformazioni del mercato del lavoro e dei confini della legalità, che andrebbero affrontate in modo più coerente e con forza.

Intanto però sono le donne che, ancora una volta, aggiungono nuovi doveri agli antichi, si rimboccano le maniche, cercano di fare quadrare conti, relazioni, cura dei figli. Fintanto che ce la fanno.

M. Cristina Bombelli – presidente di Wise Growth

 

CHI E’ MARIA CRISTINA BOMBELLI

Maria Cristina Bombelli è fondatrice e presidente di Wise Growth, importante realtà di consulenza e formazione nell’area della Diversity & Inclusion.
È stata professore presso l’Università di Milano Bicocca e per anni docente della Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi.
Ha fondato, presso la SDA Bocconi, il laboratorio Armonia, un centro di ricerca sul diversity management, sostenuto da un network di imprese.
È stata presidente per alcuni anni della Fondazione “La Pelucca” di Sesto San Giovanni.
È pubblicista e autrice di numerosi articoli sui temi del comportamento organizzativo e della gestione delle diversità, tra i quali:
“Amministrare con sapienza, la regola di San Benedetto e il management”, GueriniNEXT, 2017;
“Management plurale, diversità individuali e strategie organizzative”, ETAS, 2010;
“Alice in business land, diventare leader rimanendo donne”, Guerini & Assocati, 2009;
“La passione e la fatica: gli ostacoli organizzativi e interiori alle carriere al femminile”, Dalai Editore, 2004;
“Soffitto di vetro e dintorni”, ETAS, 2000.